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er sistema ‘gna fa ppiù

La pervasività della politica professionistica, che ha occupato tutti gli spazi disponibili nella vita pubblica, ha prodotto livelli di inefficienza che sono sostenibili in tempi di vacche grasse, insostenibili in tempi di vacche magre. Insomma, come per Tangentopoli si disse che il sistema saltava perché l’economia reale non reggeva più le mazzette, così l’antipolitica si alimenta dell’intolleranza alle tante inefficienze dello Stato. (Napoletano nato a Lecce che lavora a Roma e Milano e vive sul Garda, mi strapperei i capelli quando intuisco il grado di incomprensione che i miei amici romani rivelano verso gli atteggiamenti dei ceti produttivi del Nordest…) Consiglio la lettura di La ricetta dell’efficienza di Michele Salvati. Un’efficienza che costerebbe molto in termini di consenso elettorale. Per questo motivo dubito che il ceto dirigente attuale possa perseguirla. L’introduzione di una certa dose di dilettantismo politico (nel senso di persone che non traggono il proprio reddito dalla politica per tutta la vita, e quindi possono anche fare cose impopolari ma necessarie) potrebbe contribuire a riformare un sistema che è bloccato sul conflitto tra gli interessi del Paese e quelli di chi vive di politica.

2 Risposte

  1. [...] per la collettività e per la sua economia.” Ovviamente. Per questo sosteniamo che il sistema “gna fa ppiù” e che devono emergere dalla società alcune risposte pragmatiche, e in certa misura – compatibile [...]

  2. [...] domanda di fondo è in quale forma il federalismo fiscale sarebbe più adatto a perseguire l’efficienza piuttosto che a [...]

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