Ieri sono stato a Leinì, in provincia di Torino. Ho conosciuto Nevio Coral e suo figlio Ivano. Il primo ha fondato un’azienda che produce filtri e altri prodotti per il trattamento dell’aria e dell’acqua, poi ha fatto il sindaco del suo comune dal 1994 al 2005. Il secondo ha assunto la direzione dell’azienda, insieme ad un fratello, entrambi ancora molto giovani, quando il padre ha deciso di dedicarsi all’amministrazione comunale. E poi, nel 2005, è diventato a sua volta primo cittadino.
Lo spirito che ritrovo nei sindaci-imprenditori del Sud e del Nord, di ispirazione destrorsa o sinistrorsa, ha una omogeneità che può stupire. Le cose che osservo, la buona politica messa in pratica, la passione che avverto (e che fa emozionare i protagonisti fino alle lacrime quando nel raccontare toccano un episodio particolare) mi stupiscono e mi fanno sperare. Sperare che sia tuttora possibile che un leader agisca per il bene pubblico, che una comunità venga amministrata nell’interesse collettivo.
A volte sollecito il mio spirito critico, controllo sensazioni e comportamenti …
A volte sollecito il mio spirito critico, controllo sensazioni e comportamenti per accertarmi di non smarrire il distacco che deve avere l’osservatore neutrale, temo di peccare di ingenuità.
Mi chiedo se la mia lettura dei fatti non sia, appunto, ingenua. Ma ci sono le evidenze: la soddisfazione dei cittadini (testimoniata dall’andamento crescente dei consensi nelle elezioni dei diversi mandati), l’avanzo di bilancio (da una classifica del Sole 24 Ore Leinì è il quarto comune tra i più virtuosi del Nord-Ovest).
Stella e Rizzo parlano delle dinastie politiche, ne La Casta, come di meccanismi di trasferimento di un potere utilizzato per acquisire privilegi. E come dargli torto. Ma ascoltando Ivano dopo aver sentito Nevio, trovo la stessa passione, la stessa dedizione, la capacità di emozionarsi. Entrambi godono dei benefici di un gruppo industriale vitale. Nessuno dei due ha bisogno di costruirsi una carriera politica. Ivano sa bene che per arrivare a livelli di rappresentanza più alti dovrebbe costruirsi una rete di relazioni fitte con i partiti, per averne l’appoggio su di una scala territoriale ben più ampia del suo comune di 15mila abitanti. E non ne ha alcuna voglia.
Insomma, questo spirito mi piace, forse mi sembra ancora più credibile perché sono condizionato dalla speranza che l’etica e l’agire disinteressato non siano relegabili in una retorica passatista. Che il degrado morale non sia una caratteristica stabile della società italiana, ma una condizione contingente e reversibile. Anche se non sappiamo ancora come. Ma riflettere sugli esiti e le distorsioni della professionalizzazione della politica può essere un modo per cominciare a cercare una soluzione.
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Si chieda come mai Leinì è così virtuosa economicamente. Dovrebbe verificare ciò che scrive, e non prendere per buono quello che le viene detto da persone troppo furbe che pensano solo ai propri interessi.
CORAL VERGOGNA!
A ogni domanda possono prestarsi molte risposte. Io le ascolto volentieri tutte, e questo è uno spazio aperto. Prego: fornisca la sua spiegazione.
Gentile Roberto, ho paura che anche Lei sia stato “vittima” del “sistema Coral”.
Nessuno mette in dubbio la buona fede del sindaco Nevio (benché gli atti pubblici portino il nome del figlio chi comanda è evidente a tutta la popolazione che sia il padre) a metà degli anni 90 quando decise di candidarsi.
Ma da allora ad oggi sono passati circa 15 anni ed in 15 anni molte cose cambiano, anche le persone!
Ora si sta assistendo ad una deriva di tipo despotica e tutto ciò che non è controllabile da “Papi” diventa qualcosa di avverso, di nemico, sistematicamente.
Inoltre caro Roberto citando una sua frase: “Ivano sa bene che per arrivare a livelli di rappresentanza più alti dovrebbe costruirsi una rete di relazioni fitte con i partiti, per averne l’appoggio su di una scala territoriale ben più ampia del suo comune di 15mila abitanti. E non ne ha alcuna voglia” sono costretto a smentirla in quanto Ivano Coral s’è candidato alle recenti elezioni provinciali (giugno 2009) ed è diventato consigliere di minoranza per il PdL alla Provincia di Torino.
Immagino però che quando vi siete parlati non le ha manifestato interessi di crescita politica, giusto? Ma come si può cambiare idea su temi tanto importanti nel giro di nemmeno 6 mesi: da “faccio il sindaco ed è sufficiente” a “voglio diventare un consigliere provinciale”. Strano eh?!
Sono giudizi politici, ovviamente più che legittimi.
Ho risposto qui: http://wp.me/pgVg3-d9