• Qui parliamo di

  • BIBLIOGRAFIA

    aa.vv., Sussidiarietà e piccole medie imprese. Rapporto sulla sussidiarietà 2008, Mondadori, Milano 2009.

    aa.vv., Generare classe dirigente – Rapporto Luiss 2008, Il Sole 24 Ore, Milano 2008.

    abis mario, Potenzialità di un modello flessibile per promuovere l’attrattività di Milano, in Brand Milano, a cura di S. Rolando, Franco Angeli, Milano 2008.

    abis mario, Progetto Midland. Il sistema sociale come risorsa dello sviluppo di Milano, in Dedalo maggio/giugno 2008.

    abravanel roger, Meritocrazia, Garzanti, Milano 2008.

    anderson chris, La coda lunga, Codice, 2007.

    armario diego, Cretini al potere, Castelvecchi, Roma 2008.

    arminio franco, Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, Laterza, Bari 2008.

    bassetti remo, Contro il target, Bollati Boringhieri, Torino 2008.

    bauman zygmunt, Fiducia e paura nella città, Bruno Mondadori, Milano 2005.

    beck ulrich, I rischi della libertà. L’individuo nell’epoca della globalizzazione, il Mulino, Bologna 2000.

    bobbio norberto, Destra e sinistra: ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli, Roma 2004.

    buttaroni c. - terlizzi m., Nel labirinto elettorale, M&B Publishing, Milano 2008.

    cadeddu d. - sapelli g., Adriano Olivetti, lo spirito nell’impresa, Il Margine, Trento 2007.

    caprotti bernardo, Falce e carrello, Marsilio, Venezia 2007.

    carboni carlo, La società cinica, Laterza, Bari 2008.

    chiti-batelli andrea, Oltre il sistema rappresentativo?, Franco Angeli, Milano 2006.

    colarieti s. - guarino p., Introduzione al marketing politico, Luiss University Press, Roma 2005.

    de benedittis m. - magatti m., I nuovi ceti popolari, Feltrinelli, Milano 2006.

    fabris giampaolo, Societing. Il marketing nella società postmoderna, Egea, Milano 2008.

    ferrarotti franco, La società e l’utopia, Donzelli, Roma 2001a.

    ferrarotti franco, Un imprenditore di idee. Una testimonianza su Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità, Torino 2001b.

    floris giovanni, Mal di merito: l’epidemia di raccomandazioni che paralizza l’Italia, Rizzoli, Milano 2007.

    friedman thomas l., Il mondo è piatto. Breve storia del ventunesimo secolo, Mondadori, Milano 2006.

    gallino luciano, L’impresa responsabile – Un’intervista su Adriano Olivetti (a cura di Paolo Ceri), Edizioni di Comunità, Torino 2001.

    gallino luciano, L’impresa irresponsabile, Einaudi, Torino 2005.

    itanes (aa.vv.), Sinistra e destra – Le radici psicologiche della differenza politica, il Mulino, Bologna 2006.

    itanes (aa.vv.), Il ritorno di Berlusconi, il Mulino, Bologna 2008.

    krugman paul, A Country Is Not a Company, Harvard Business Review, gennaio- febbraio 1996.

    maltese curzio, I padroni delle città, Feltrinelli, Milano 2007.

    mannheimer r. - natale p., Senza più sinistra, Il Sole 24 Ore, Milano 2008.

    maslow abraham h., Motivazione e personalità, Armando, Roma 1992.

    michels robert, La sociologia del partito politico nella democrazia moderna, il Mulino, Bologna 1966.

    michels robert, Potere e oligarchie – antologia 1900-1910, (a cura di Albertoni E. A.) Giuffrè editore, Milano 1989.

    musi aurelio, La stagione dei sindaci, Guida, Napoli 2004.

    ochetto valerio, Adriano Olivetti industriale e utopista, Cossavella, Ivrea 2000.

    olivetti adriano, Stato federale delle comunità, (a cura di Cadeddu D.) Franco Angeli, Milano 2004.

    olmo c. (a cura di), Costruire la città dell’uomo – Adriano Olivetti e l’urbanistica, Edizioni di Comunità, Torino 2001.

    rizzo s - stella g.a., La casta, Rizzoli, Milano 2007.

    rizzo s - stella g.a., La deriva, Rizzoli, Milano 2008.

    sciolla loredana, La sifda dei valori. Rispetto delle regole e rispetto dei diritti in Italia, il Mulino, Bologna 2004.

    sebastiani chiara, La politica delle città, il Mulino, Bologna 2007.

    shemin robert, Perché quel cretino è ricco e io no?, Rizzoli, Milano 2008.

    surowiecki james, The Wisdom of Crowds: Why the Many are Smarter Than the Few and how Collective Wisdom Shapes Business, Economies, Societies, and Nations, Doubleday, 2004.

    velardi claudio, L’anno che doveva cambiare l’Italia, Mondadori, Milano 2006.

    vitullo andrea, Leadership riflessive, Apogeo, Milano 2006.

    Weber max, La città, Donzelli, Roma 2003. Weber max, La politica come professione, Mondadori, Milano 2006.

    Westen drew, La mente politica, il Saggiatore, Milano 2008.

    Womack j.p. – jones d.t., Lean thinking. Come creare valore e bandire gli sprechi, Guerini e Associati, Milano 2000.

    Worldwatch institute (aa.vv.), State of the World 2007 – Il nostro futuro urbanizzato, Edizioni Ambiente, Milano 2007.

Rivoluzione in corso

La butto lì: ai democratici servirebbe un Brunetta. Sì, messa così sembra un provocazione, ma lo è solo in parte. Anche perché il ministro stesso si professa socialista e ritiene di fare cose “di sinistra”. E io penso che sia proprio così.

Non mi interessa la polemica sullo “stile” del ministro, sulle presunte strumentalizzazioni, sull’eventuale protagonismo, sull’ “effetto annuncio”. Può anche darsi che nelle motivazioni ci siano elementi che giustificano queste critiche. Che però continuano a riguardare il metodo e ignorare il merito, com’è nello stile del centrosinistra da molti anni a questa parte: l’integrazione degli immigrati è un fenomeno problematico? Quando lo si diceva si veniva tacciati di razzismo e il problema veniva negato. Così quelli che lo hanno affrontato (magari con ricette becere e feroci) hanno raccolto consenso, perché il problema esiste, non lo si può evitare ma lo si deve affrontare.

Così è con la pubblica amministrazione: eroga servizi insoddisfacenti e assorbe risorse molto superiori al risultato. Vogliamo affrontare il problema o ci accontentiamo di ricordare che la DC ha gonfiato gli organici degli enti pubblici durante lunghi anni di potere con l’unico scopo di costruire bacini elettorali? (come se il PCI non avesse mirato a prenderne il posto…)

Già scrivevo a ottobre dell’anno scorso che la polemica sui fannulloni era la punta un iceberg, che probabilmente il ministro brandiva per scuotere l’ambiente e preparare l’opinione pubblica allo sradicamento di un tabù. Adesso ho letto Rivoluzione in corso, e non è che ci si possa fare un’idea affidabile della qualità del vino chiedendone all’oste, però i ragionamenti di Renato Brunetta non fanno una piega. A partire dalla considerazione che una pubblica amministrazione più efficiente migliora la vita dei cittadini: soprattuto di quelli più deboli, quelli che non possono mandare altri a fare le file, che non possono andare negli uffici pubblic in taxi, che non sono ancora sufficientemente abili con il computer per ottenere risposte via Internet…

La cosa interessante è che l’ousider del PD Ignazio Marino ha toccato il tema della meritocrazia nell’ambito pubblico lasciando intravvedere la disponibilità e il coraggio di mettere mano a un nodo cruciale per il centrosinistra. Che perde consensi tra gli operai, non riesce a costruire un contatto con i ceti produttivi in generale, ma conferma una predilezione (seppur di strettissima misura) proprio tra i dipendenti pubblici.

Il PD dovrà decidere tra la “conservazione” nella pubblica amministrazione, per puro calcolo elettorale, cioè per il timore di perdere consensi presso l’unico ceto professionale in cui ancora prevale, e la rivoluzione dei servizi pubblici, per dare servizi soddisfacenti a tutti i cittadini. Forse solo un politico non professionista, un laico (nel senso di pragmatico non conformista) potrebbe avere la sfrontatezza di rinunciare a questo calcolo. Forse per questo Ignazio Marino ne ha parlato.

Lascia un commento